Introduzione alla stampa d'arte
Per realizzare una grafica d'autore si possono utilizzare diversi tipi di tecnica.
La tecnica è il sistema utilizzato per la realizzazione di una matrice da cui trarre delle stampe su carta o altro supporto idoneo.
Esistono diversi sistemi per ottenere una matrice di stampa, nell'incisione distinguiamo ad esempio quella in rilievo e quella in cavo. Nell'incisione in rilievo (xilografia) la matrice generalmente in linoleum o in legno ma anche in metallo viene scavata nelle parti che non si intendono inchiostrare attraverso l'utilizzo di sgorbie coltelli bulini etc. Le parti (a rilievo) risparmiate dal lavoro degli strumenti appuntiti sopraccitati verranno poi inchiostrate con un rullo di gomma in superficie.
E solo esse si imprimeranno sulla carta una volta passate le matrici sotto la pressione del torchio.
Nella incisione in cavo (calcografia) la matrice solitamente è in metallo, spesso rame o zinco, ma anche altri metalli come ad esempio l'ottone l'alluminio l'acciaio. Meno comune è l'utilizzo di materiali plastici quali il pvc e il plexiglas.
Le lastre in questi materiali possono essere incise direttamente con l'utilizzo di uno strumento appuntito come nel caso della puntasecca e del bulino, oppure in maniera indiretta attraverso l'uso di mordenti o acidi.
L'inchiostro in questo caso penetra nei segni incisi mediante tamponi e spatole di plastica. Si procede poi alla pulitura della superficie non incisa con una tarlatana. Per poi passare alla stampa con torchio calcografico che vedrà imprimere sulla carta solo le parti inchiostrate in cavo. Nella stampa d'arte abbiamo poi quelle che vengono comunemente definite stampe in piano o da matrice piana tipo la serigrafia e la litografia.
Veniamo ora ai procedimenti di stampa più utilizzati.
L'acquaforte
La più antica tecnica di incisione in cavo è l'acquaforte. Sulla lastra metallica, ricoperta con vernice proteggente (resistente all'acido) viene tracciato il disegno che si vuole ottenere con una punta molto sottile in modo da scoprire il metallo. Poi successivamente si procede alla morsura, cioè all'immersione in acido nitrico o per cloruro di ferro (anticamente detto acquaforte), che corrode (tecnicamente morde) il metallo dove manca la vernice protettiva. Una volta terminata la morsura si toglie la vernice e la lastra risulterà incisa solo dove l'acido ha svolto la sua azione.
L'acquatinta
E' una tecnica di incisione che risale al settecento, anch'essa rientra tra le incisioni in cavo ottenute in maniera indiretta cioè attraverso l'azione dell'acido in morsura. L'acquatinta è il procedimento più adatto per ottenere stampe colorate. Le modalità sono due: una consiste Dell'applicare direttamente l'acido sul metallo nudo con un pennello delimitandone con delle vernici proteggenti dalla morsura il suo campo d'azione, l'altra si ottiene per mezzo dì speciali preparazioni dette grane. Sulla lastra metallica opportunamente scaldata, viene fissata della polvere di asfalto in modo da rendere la lastra granulosa. L'acido nel quale viene immersa la lastra corrode il metallo penetrando tra un granello di polvere e l'altro e la lastra ottenuta mostra una superficie spugnosa che, inchiostrata, crea effetti sfumati simili all'acquarello.
La puntasecca
È così chiamata perché è un'incisione diretta della matrice tramite l'utilizzo di uno strumento appuntito e non viene utilizzato alcun acido per la realizzazione dei segni sulla lastra. La punta di metallo premuta con decisione sulla superficie non taglia il metallo come awiene nel bulino ma semplicemente lo sposta creando ai lati del solco delle impercettibili zone di metallo sollevato, chiamate in gergo barbe le quali creano nelle prime copie di stampa dei particolari effetti vellutati. La puntasecca garantisce un limitato numero di copie realizzabili, in quanto i segni ottenuti nell'incisione non sono molto profondi e quindi particolarmente resistenti alla pressione esercitata dal torchio calcografico, tendendo così a usurarsi via via che aumenta il numero delle copie stampate.
La vernice molle o ceramelle
La ceramolle è una variante dell'acquaforte, viene utilizzata per ottenere delle incisioni dai tratti morbidi e delicati. Essa differisce dalla acquaforte per l'aggiunta di sego nella vernice o cera impiegata in modo da renderla appiccicosa. Il disegno in questo caso non viene eseguito direttamente sulla lastra verniciata ma su un foglio di carta sottile appoggiato sopra la vernice.
II bulino
È uno strumento appuntito e tagliente con il quale si praticano dei solchi molto sottili sulla lastra di metallo. Generalmente per le matrici si utilizza il rame. La tecnica del bulino permette segni molto netti e precisi ma data la sua complessità di esecuzione venne soppiantata nel settecento dall'acquaforte. Altre tecniche dell'incisione diffuse ancor oggi sono: la maniera nera, maniera punteggiata, la maniera allo zucchero con le quali si ottengono svariati e raffinati effetti pittorici.
Silografia o Xilografia
La parola deriva dal greco xilon che significa legno. È una tecnica di incisione a rilievo ottenuta da matrici in legno oggi scarsamente utilizzata rispetto al passato dove invece se ne faceva largo uso per l'illustrazione di libri e riviste.
Litografia
II nome deriva dal greco lithos che significa pietra. Nella litografia il lavoro viene realizzato su una matrice di pietra calcarea finissima, ma talvolta anche su lastre di metalli porosi, in genere zinco sulle quali si dipinge o si disegna con colori grass come matite, gessetti, inchiostri. Dopo aver bagnato la lastra essa viene inchiostrata, essendo l'inchiostro grasso, esso si deposita solo sulle part grasse e non aderisce sulle parti non grasse.
La serigrafia
Anche se proveniente dall'antica Cina il nome deriva dal greco sericos che significa seta, in quanto il procedimento di stampa si ottiene facendo passare del colore pressato con la racla sul telaio di seta a trama rada, colore che non passerà nelle parti da noi rese impermeabili. La serigrafia permette di stampare su innumerevoli tipi di materiale dal cuoio al legno dalla plastica alla gomma dalla carta al tessuto, e per questo è oggi largamente diffusa anche a livello industriale.
Alcuni cenni sulle caratteristiche sigle, segni, numerazioni e firme apposti sulle grafiche d'autore.
La tiratura è il numero di esemplari stampati, viene fissata in antecedenza dall'artista incisore e dall'editore. Minore è il numero di copie della tiratura maggiore sarà il suo valore commerciale.
La numerazione delle copie viene riportata generalmente in basso a sinistra con due numeri distinti. Il primo indica il numero progressivo dell'esemplare stampato, il secondo il numero complessivo delle copie stampate con quella numerazione. Questo va precisato in quanto non è raro il caso di numerazioni diverse per una stessa opera. Segnate ad esempio con numeri romani e lettere dell'alfabeto. Quindi se si troveranno di una stessa opera tre stampe che riporteranno le seguenti numerazioni es: 8/100 - VII/L - F/Z per capire la tiratura complessiva bisognerà
sommare le cento copie contrassegnate con numeri arabi alle 50 contrassegnate con numeri romani alle 21 segnate con le lettere dell'alfabeto, la tiratura in questo caso risulterà di 171 copie.
Elenco di alcune sigle e il loro significato:
RA. oppure P.d.A. = prova d'autore P.d.C. = prova di colore
F.C. = fuori commercio
A.D. = Ad personam sono generalmente copie dedicate appunto a persone dall'artista
A.L. = Ante litteram (sigla di copie prima della numerazione ufficiale trattenute solitamente dall'artista)
Bon a Tirer è l'ultima copia di prove dove l'artista appone la sua firma come ok per la tiratura.
Le nostre grafiche sono tutte numerate, firmate dagli autori delle matrici in basso a destra, e sono tutte accompagnate con il certificato firmato e timbrato.
Certificato che riporta inoltre il nome dell'autore dell'opera, il titolo della stessa, il suo formato, la tecnica utilizzata per la stampa e la numerazione dell'esemplare. Il tutto per garantire l'autenticità dell'opera e la corrispondenza alle caratteristiche indicate ai sensi della legge N°1062 del 20 novembre 1971.
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